Friday, March 13, 2009

Morte annunciata di un eroe nazionale

Gianpaolo Francesco Taglianpuzza era un uomo semplice. Andava sempre in giro con la sua giacca di cartone e le costolette di vitello nelle tasche: "perché il vitello non ama saltare i pasti", diceva. La sua vena aforistico-popolare-fascio-comunista-chisonoio-essereononessere-wlapastaasciutta era conosciuta e apprezzata da tutti:

"Chi è dentro è dentro, chi è fuori non è dentro, chi non è né fuori né dentro ha perso il treno";
"Chi mangia vitello mangia bello";
"Chi salta giù dai palazzi probabilmente è un suicida o uno che risparmiava sulla sicurezza";
"Viva le balene, anche se sanno d'orecchio";
"Viva le tartarughe in estinzione, ci vengono su ottimi brodi".

Gennaro Taglianpuzza lavorava come disoccupato nel comune di Culi e Cazzi (nominato così dall'ex sindaco dopo aver capito che non sarebbe stato rivotato). Aveva nel comodino una lista di scuse da utilizzare per elemosinare assegni dal municipio:

"Salve, senta non posso pagare la bolletta elettrica. La stufa a gas si ingelosisce, cerchi di capirmi".
"Salve, senta mi servono 50 euro per salvare il mondo".
"Scusi, quello cos'è? Non si tratta del mio assegno di 100 euro giusto? E allora? Dai lo faccia subito che vado di fretta".

Ma in fondo Taglianpuzza soffriva molto la sua condizione di disoccupato. "Verrà il giorno che lavorerò", diceva. Eppure, quel giorno non arrivava mai. E in effetti, il comune di Culi e Cazzi aveva grossi problemi di disoccupazione, il 102% della popolazione non lavorava, solo un misero 101% aveva la fortuna di un lavoro. Pare che molti abitanti lavorassero nella vecchia fabbrica di preservativi di budello ("perché il budello di maiale è ottimo per foderare le salciccie", era il motto sinistro dell'azienda, che era rimasta alla prima elementare e si era persa la lezione su come scrivere la parola "salsiccia"). Purtroppo, la fabbrica era fallita da 30 anni, da quando uno sconosciuto materiale noto come "gomma" aveva preso il sopravvento nel mercato dei contraccettivi. Pare che, nonostante tutto, la gente di Culi e Cazzi utilizzi ancora gli stock invenduti del vecchio stabilimento, e pare sia questa la regione dell'indice demografico al 100%, cioè la popolazione raddopia ogni anno. Si calcola che nel giro di 250 anni la gente di Culi e Cazzi colonizzerà l'universo.

Taglianpuzza, comunque, aveva trovato la soluzione al troppo tempo libero che pare sia caratteristico dei disoccupati: si esercitava al tiro con l'arco utilizzando i turisti della domenica come tiro a segno. Secondo le regole stabilite da Tagliampuzza in persona, tutto valeva un punto, mentre le parti genitali valevano ben 100 punti. I turisti della domenica, anche se sembrava non apprezzassero questo sport, non diminuirono mai e continuarono (e continuano) ha impestare le colline di Culi e Cazzi, soprattutto durante le feste programmate. Pare che lo sport dei turisti della domenica sia, a parte quello di evitare frecce assassine, quello di ritrovarsi tutti insieme lungo la statale 102 rispettivamente alle 8 del mattino nella corsia destra e alle 5 del pomeriggio nella corsia sinistra.

Tutto sommato, lo dicono anche ET e il signor Nessuno Rossi, Giampaolo Francesco Taglianpuzza era un brav uomo. Quando poteva, rubava ai ricchi per se stesso che, essendo disoccupato, era un po' come rubare ai ricchi per dare i poveri in versione solipsistica. Un Robin Hood di se stesso, in fondo meglio che essere il Rocco Siffredi di se stesso. Purtroppo, Giampy (così lo chiamavano gli amici alla moda, quelli del Grande Fratello, gli altri, quelli punk, lo chiamavano semplicemente "Mr Merda"), aveva la pessima abitudine di affezionarsi ai tg della sera. Li guardava tutti, li registrava e poi li guardava la mattina mentre cospargeva di potentissimi lassativi endovenosi le sue frecce per turisti domenicali. Tra una notizia e l'altra, tra una suocera che scappa alle Maldive col marito della figlia, un'apocalisse scampata grazie all'opportuno savoir fair di un politico italiano doc, un incesto con cani randagi, un micio che è diventato alcolista perché la madre la dava a tutti i gatti del vicinato, c'erano pure i vari reportage sul terrorismo. Ora, uno che gira con una giacca di cartone è molto più propenso a diventare terrorista di uno che passa il tempo a trastullarsi con la play station, questo è ovvio. Giampaolo Francesco, quindi, iniziò a pensare di continuo a come divetar terrorista. Comprò persino il libro: "diventa terrorista e guadagna 100 miliardi di miliardi in 3 minuti". Alla fine decise che il miglio modo di diventar l'Osama italiano era quello di farsi saltare in aria in modo plateale. Dovevano capirlo tutti, per la miseria, che lui si era impegnato moltissimo per questo ruolo. Non voleva sentire nessuno parlare come la maestra delle elementari:"è intelligente, ma non si impegna". Dovevano dire:"è fottutamente intelligente e si impegna più di un leone marino".

Con queste poche e risolute idee, la mattina del 4 marzo 2yxz, Taglianpuzza decide di andare a fare il kamikaze. In località piazza Paese dei Cornuti (sempre ricordo dell'ex sindaco tradito dagli elettori), Taglianpuzza decise che si sarebbe fatto eslpodere nell'ora di punta vicino la macelleria di Gianpoldo Pierpaolo Mistofritto, perché il nome "Gianpoldo" non lo poteva proprio soffrire.

Alle 2 di pomeriggio la gente di Culi e Cazzi racconta di Taglianpuzza intento a correre per la piazza dei Cornuti urlando:"viva la pasta asciutta e a morte tutto". Taglianpuzza premette il bottone giusto alle 2 e un minuto (per lui era l'una, ma l'orologio che gli aveva regalato il nonno era anarchico). Premette il bottone e non successe nulla, stranamente la mortadella non esplose. Invece, successe che Taglianpuzza scivolò su una merda di scoiattolo delle praterie (portato lì da bracconieri del Polo Nord amici di 007); volò per 2 metri con velocità costante verso il cacatoio del paese; entrò nella porta aperta del cacatoio volando; scrisse sulla porta del cesso (sempre volando): "Taglianpuzza è un grande"; fece una serie di bisognini; staccò un paio di mattonelle ricordo; salutò la fidanzata intenta a relazionarsi in modo fisico con due suoi cari amici, e finì con la testa dentro lo scarico del water. Poi, Taglianpuzza morì di shock anafilattico per aver ingoiato un insetto noto come vespe lebrosa del deserto.

Le cronache raccontano di una morte quasi istantanea, giusto il tempo di capire che era bi-cornuto se non più e di bestemmiare 2/3 di calendario. Purtroppo, non rimangono memorie scritte di Taglianpuzza che pare amasse scrivere con inchiostro simpatico alla menta. Rimangono le grandi gesta, il grande amore per la patria per cui si immolò, le liquirizie lassative che usava per fare scherzi agli amici (pare sia questo uno dei motivi per cui poi lo cornificarono). Ma rimane anche una grande, bellissima frase che Taglianpuzza chiese di scolpire sulla lapide al suo becchino di fiducia:

"Qui giaccio io, Taglianpuzza, eroe nazionale nonostante non abbia mai pagato il canone della RAI".

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