Il cactus è vegetariano, nel senso che non mangia animali.
Il catus punge e si protegge, si protegge quando punge, punge quando si protegge. A meno che non stia avendo a che fare con un masochista, allora si protegge, si protegge quando punge, punge quando si protegge. A meno che non abbia a che fare con un sado masochista, allora niente, si mette l'anima in pace e realizza che il mondo è una merda.
Il cactus è indigesto, sa di cactus e quindi è indigesto. Ma se pure sapesse d'altro, tipo di tortellini Giovanni Rana ai funghi porcini (beh, loro dicono così), sarebbe pure sempre un cactus, quindi avrebbe quello schifoso retrogusto di cactus. Sarebbero tortellini Giovanni Rana ai fuinghi porcini con essenze di cactus, che schifo, sto a dieta. Il cactus indigesto capisce subito di non piacere: il melo gli fa le pernacchie, il pero pure, le albiccocche gli danno del cretino, etc.. Allora, il cactus realizza che il mondo è una merda, ma fino a qui sarebbe ancora vivibile, il problema è che ci sono un sacco di imbecilli in giro che godono a farsi fottere, pardon, divorare.
Il cactus è intoccabile, ferisce chi ci prova. La sua morte, però, è l'imbecille di turno che lo riempie d'acqua perché non ha un cazzo da fare. Ma a volte è fortunato e gli capita il tipo che lo ammazza a rivoltellate. Questo tizio prende una pistola e inizia a sparare finché davanti a sé ha solo poltiglia verde. Il cactus qui capisce che la vita è poca cosa in confronto ad una morte di merda, meglio morire prima sparati da un cretino che imita John Wayhne (o come si scrive).
Il cactus ha sempre ragione, ne ha da vendere, ve la offre a pochi spiccioli, andate dal fioraio e investite questi soldi nella salvezza di una vegetazione saggia (più saggia persino delle lattughe).
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